Negli ultimi anni i temi della Diversity, Equity & Inclusion sono usciti dai confini delle politiche aziendali per diventare un vero e proprio fattore strategico, capace di incidere sulla cultura organizzativa, sull’innovazione e sul benessere delle persone. Publiacqua ha scelto di intraprendere questo percorso in modo strutturato, adottando la Prassi UNI/PdR 125 e costruendo un sistema di gestione della parità di genere misurabile, trasparente e orientato al miglioramento continuo.
Un impegno recentemente confermato dal rinnovo della certificazione ottenuto il 19 marzo 2026, con un miglioramento significativo di +7 punti percentuali rispetto all’anno precedente: un risultato che testimonia la solidità del lavoro svolto e la maturità delle politiche messe in campo. Un percorso che non nasce da un obbligo formale, ma da una convinzione profonda: la parità di genere è una leva strategica per creare valore, qualità delle relazioni e competitività nel lungo periodo.
Dalla revisione dei processi interni alle attività di formazione e ascolto, Publiacqua sta costruendo un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Ne abbiamo parlato con il Presidente Nicola Perini.

Presidente Perini, vi è una consapevolezza sempre più diffusa sul fatto le politiche DEI (Diversity, Equity & Inclusion) rappresentino una vera e propria leva strategica per le aziende. In che modo queste politiche si collocano nella visione e strategia complessiva di Publiacqua?
Le politiche DEI si sono affermate in questi anni, inizialmente non senza difficoltà, rivelandosi una leva strategica per le aziende offrendo una grande possibilità di innovazione alla loro organizzazione. Ma non solo questo: la diffusione di questa visione inclusiva si è estesa anche al di fuori dai luoghi di lavoro, contribuendo a diffondere e radicare questi concetti nella società. Nelle aziende oggi la Dei non è più un insieme di iniziative isolate, ma un principio guida che orienta la cultura e i processi. Alla base di questo c’è la volontà e, aggiungo, il dovere, di creare un ambiente che rispetta le persone e gli permette di esprimersi.
Quali sono le principali iniziative attivate da Publiacqua per favorire l’affermazione di un ambiente di lavoro equo ed inclusivo? Quali ambiti hanno riguardato in particolar modo gli interventi avviati?
Publiacqua ha aderito alle politiche per la parità di genere e ha adottato la Prassi di Riferimento UNI/PdR 125:2022, e nel 2024 ha ottenuto la certificazione. Questo è avvenuto mettendo in atto una serie di misure, come la revisione delle procedure interne per assicurarne l’inclusività e l’assenza di elementi di discriminazione, l’istituzione del Comitato Guida per la Parità di Genere e contro le Discriminazioni, con il compito di monitorare e vigilare sul rispetto dei principi di equità, e la creazione di un sistema di segnalazione anonimo sulle molestie e le discriminazioni, affidato a una Consigliera di Fiducia esterna. Accanto a questo particolare cura è stata dedicata alla formazione specifica.
Esistono già dei riscontri in merito all’efficacia delle azioni intraprese, in termini di miglioramento del benessere dei lavoratori? Che cosa avete osservato?
La certificazione rinnovata per il 2026 proprio in questi giorni testimonia la correttezza di quanto fatto. Ma, come detto, le conoscenze acquisite dai nostri dipendenti certamente trovano spazio non solo in azienda, ma anche nella vita privata, offrendo uno strumento per capire i cambiamenti culturali e sociali che viviamo.
Quali sono le prossime sfide di Publiacqua nell’ambito delle tematiche DEI? Ci sono già nuove iniziative all’orizzonte?
E’ un percorso che continua, e cresce, con l’implementazione del sistema di gestione legato alle linee guida, rafforzando gli obiettivi ed espandendone i temi. È un lavoro di approfondimento e di ascolto, che mira a rendere il nostro impegno sempre più solido e strutturato. Certamente sarà proposta la seconda edizione del convegno “Dei Valori che fanno squadra” che, come lo scorso anno, vuole essere un’occasione non solo di approfondimento ma anche di confronto tra aziende e istituzioni per dar vita a una rete per includere, proteggere e valorizzare le persone. Accanto a questo continueranno le attività di formazione e sensibilizzazione, perché la consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento.

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