Il rapporto tra l’Arno e Firenze diventa il punto di partenza per riflettere sulla relazione tra uomo e ambiente nella mostra Invisible Ecologies dell’artista Tommaso Cherubini.
La mostra unisce in una nuova prospettiva dati ambientali, linguaggi visivi e modelli di intelligenza artificiale generativa ed è stata ospitata a settembre e ottobre a Firenze negli spazi di Rifugio Digitale (via della Fornace 41). Il progetto, promosso da Forma Edizioni, ha visto il contributo di Publiacqua e il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
Partendo dall’interazione tra l’Arno e la città di Firenze, Invisible Ecologies indaga il rapporto tra uomo, ecosistema e tecnologia, esplorando come quest’ultima possa mediare la percezione e l’esperienza dell’ambiente, collocandosi in uno spazio ibrido tra rilevazione scientifica, interpretazione artistica e costruzione immaginativa.
Dati ambientali, linguaggi visivi e intelligenza artificiale: una nuova prospettiva sul fiume Arno
Al centro della mostra c’è l’idea di abbandonare una visione esclusivamente antropocentrica e recuperare una connessione più profonda con l’ecosistema e con la natura.
In questo percorso, il protagonista è proprio il fiume Arno, elemento millenario della storia di Firenze e presenza costante e viva per la città.
Il legame tra Firenze e il suo fiume diventa la base su cui innestare una riflessione più ampia sulle modalità di percezione ecologica e tecnicamente mediata della realtà, partendo dalla considerazione che l’osservazione non è mai un gesto davvero neutro, ma è anzi in grado di generare nuove forme di conoscenza e relazione.
Il fiume, in quest’ottica, non è più soltanto un oggetto da osservare, ma un soggetto espressivo che può raccontare “ecologie” alternative, invisibili se ci fermiamo alla superficie.

L’opera audiovisiva di Invisible Ecologies: due capitoli tra dati ambientali e modelli generativi
La mostra è costruita attorno a un’opera audiovisiva composta da due capitoli, che mette in relazione dati reali, rielaborazioni digitali e intelligenza artificiale generativa. Le due sezioni che la compongono sono:
- Decoding Signals
- Encoding Visions
Decoding Signals: dai dati del bacino dell’Arno alle visualizzazioni digitali
Il primo capitolo, Decoding Signals, concentra l’attenzione sullo studio del fiume e sul ruolo della scienza. Il punto di partenza sono dati reali legati al bacino dell’Arno: rilevazioni idrometriche, termometriche e pluviometriche, dunque livello dell’acqua, delle temperature e delle piogge.
Le informazioni provengono dall’archivio pubblico del Servizio Idrologico e Geologico della Regione Toscana, ma non vengono mostrate con un linguaggio di tipo scientifico. Al contrario, sono rielaborate in ambiente digitale e trasformate in visualizzazioni immersive, in cui forma, colore e movimento seguono una grammatica emotiva ispirata alla Ruota delle Emozioni di Plutchik.
Encoding Visions: l’intelligenza artificiale compone nuove visioni non antropocentriche
Nel secondo capitolo, Encoding Visions, il racconto si avvicina al “punto di vista” del fiume Arno. Modelli di intelligenza artificiale generativa compongono visioni ambientali non antropocentriche, costruite a partire da fenomeni osservati, dati storici, immagini d’archivio e testi.
I modelli generativi aprono gli input ricevuti a traiettorie possibili e scenari che sfumano il confine tra ciò che è accaduto e ciò che potrebbe accadere. La percezione si sposta così dal dato alla relazione e il fiume emerge nella sua soggettività, costringendo anche a ripensare il ruolo dell’essere umano all’interno dell’ecosistema.

Tommaso Cherubini: chi è l’artista di Invisible Ecologies
Nato a Macerata nel 1995, Tommaso Cherubini è un artista visivo che lavora tra intelligenza artificiale generativa, elaborazione dati, ambienti immersivi e installazioni multimediali. Il suo obiettivo è quello di mettere in luce le sfide e i problemi contemporanei attraverso la New media art, rivisitando gli archivi storici e i database grazie all’intelligenza artificiale generativa per arrivare a dare nuova vita ai dati e alle immagini.
Ha lavorato con istituzioni culturali come il Museo Egizio di Torino e con artisti musicali della scena contemporanea, tra cui Lazza. Il suo lavoro è stato presentato alla Milano Design Week 2025, al Museo di Scienze Naturali di Torino, alla Palazzina di caccia di Stupinigi, al Planetario di Torino e ai Graphic Days 2024.

Rifugio Digitale a Firenze: il tunnel antiaereo trasformato in spazio espositivo
La mostra Invisible Ecologies è stata ospitata da Rifugio Digitale, un nuovo spazio espositivo ricavato all’interno di un tunnel antiaereo nato nel 1943 come luogo di difesa dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi è stato trasformato in un luogo dedicato alla promozione dell’arte digitale, dove anche l’architettura, il design, la fotografia, il cinema, la letteratura e tutte le altre forme artistiche ed espressive trovano la propria dimensione dialogando tra loro.
Il progetto di riqualificazione è stato curato dallo studio Archea Associati.
Lo spazio accoglie realtà digitali diverse, mantenendo lo sguardo aperto sulle avanguardie e sui linguaggi attuali. In collaborazione con Forma Edizioni ospita mostre, ma anche eventi e performances riguardanti l’arte, l’architettura, la fotografia, la letteratura, il cinema ed altre iniziative legate al mondo del digitale.
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