Difficoltà a deglutire, gola secca e quella tipica sensazione di bruciore: tutti sintomi molto comuni durante il periodo invernale. Ma cosa bere quando si ha il mal di gola e come prendersi cura della mucosa arrossata che provoca dolore e fastidio? Prima di tutto è utile sottolineare che non esiste soltanto un tipo di mal di gola, perché questo disturbo può essere causato da una semplice irritazione oppure avere origine virale o batterica.
“Le tonsilliti batteriche, che possono essere impegnative da trattare, rappresentano una percentuale davvero minima dei casi rispetto alle faringiti e alle tonsilliti virali, che sono molto diffuse soprattutto nel periodo influenzale”, evidenzia Daniele Morini, medico di base e segretario organizzativo della giunta esecutiva nazionale della SIMG, la Società Italiana di Medicina Generale. È lui a spiegare come affrontare correttamente questi malanni di stagione, evitando il fai-da-te e sfatando qualche “mito”.
L’importanza dell’idratazione quando si è malati
“Le faringiti e le tonsilliti virali hanno un loro decorso naturale, tendono a risolversi e a guarire spontaneamente, senza alcun intervento farmacologico e senza l’uso di antibiotici che in queste situazioni sono totalmente inefficaci”, precisa Morini. Quello che possiamo fare, invece, è agire per alleviare i sintomi e aiutare il nostro organismo a guarire più velocemente. “Il mal di gola nelle ore iniziali va gestito con automedicazione, riposo e idratazione. La maggior parte delle volte, i primi miglioramenti avvengono nel giro di 48 ore, solo se ciò non avviene è consigliabile contattare il medico”.
La prima alleata, quando si è malati, è l’acqua, da assumere con regolarità durante tutta la giornata. “Che l’origine sia virale o batterica, lo stato di idratazione è fondamentale: dobbiamo ricordarci che il nostro corpo è composto principalmente di acqua e quando siamo debilitati tendiamo a disidratarci facilmente. Quindi è importante bere, anche quando si ha il mal di gola. Va bene la normale acqua, vanno bene le bevande contenenti sali minerali, ovviamente tenendo conto della propria condizione clinica, l’importante è tenersi idratati. Un altro classico consiglio è mangiare leggero e non sottoporre il sistema digerente a sovraccarichi”.

Caldo o freddo: cosa bere quando si ha il mal di gola?
Una domanda comune riguarda proprio cosa bere quando la gola è in fiamme e se sia meglio buttare giù acqua fredda o calda. “Non c’è una regola buona per tutti – risponde il dottor Morini -. Ad esempio, se si ha una gola che brucia molto, l’acqua fredda può recare sollievo nell’immediato, grazie al lieve effetto anestetico. D’altro canto, una bevanda calda può avere proprietà emollienti per le vie aeree, agendo in parte sul processo fisiopatologico: il calore provoca vasodilatazione, aumenta l’afflusso di sangue nei tessuti e ciò può favorire la guarigione”.
Via libera quindi a tisane decongestionanti, disponibili pure in farmacia ed erboristeria. Quanto ai “rimedi della nonna” contro il mal di gola, come latte e miele o acqua e limone, meglio usarli con buon senso. “Il miele può avere un effetto emolliente, tant’è che molte formulazioni, anche da parafarmacia, contengono questo ingrediente naturale. Per l’acqua e limone andrei più cauto poiché si tratta di un agrume molto acido. Certo, può avere un effetto antisettico, ma allo stesso tempo rivelarsi troppo aggressivo sulla mucosa della gola”. Da evitare invece bevande che possono disidratare o irritare la gola: alcolici, quantità eccessive di caffè, bibite zuccherate e gassate.

Spray, caramelle e gargarismi
Nelle fasi iniziali, per tenere sotto controllo i sintomi, possono risultare utili spray e caramelle per la gola, suggerisce l’esperto. “I prodotti orali sono pratici, perché oggigiorno non rimaniamo sotto le coperte per riposare e attendere la guarigione, come dovremmo fare. Possiamo assumerli se ci troviamo al lavoro o fuori casa. Tali rimedi, oltre a dare sollievo, possono abbassare un poco la carica infettiva locale, quindi aiutare le nostre difese immunitarie a rispondere meglio all’attacco esterno”.
Accanto a bere una buona quantità di acqua, assumere tisane decongestionanti e impiegare spray e caramelle contro il mal di gola, i gargarismi possono essere un supporto efficace. “Si usano principalmente dei prodotti disinfettanti o con componenti antinfiammatori. Tuttavia, è fondamentale farsi consigliare da un professionista e stare attenti al fai-da-te che può provocare danni. C’è addirittura chi utilizza acqua e aceto, ma va ricordato che l’aceto vaporizzato è tossico per le nostre vie aeree e va evitato”.
Mal di gola che non passa: quando andare dal medico
Stabilire da soli se un mal di gola sia virale o batterico può essere complicato. E infatti molti tendono a esagerare con visite e farmaci. Morini mette in guardia: “Se un mal di gola o un raffreddore è comparso da poche ore o da un paio di giorni, non serve correre subito dal dottore, né tantomeno assumere antibiotici senza prescrizione,per ‘bloccare’ la presunta insorgenza di altre patologie. È una credenza sbagliata: nel caso di faringiti virali, che ripeto sono le più comuni, gli antibiotici risultano totalmente inutili”. Nei primi giorni si può agire con l’automedicazione: idratazione, bevande emollienti, spray, caramelle e gargarismi. “Se invece il mal di gola intenso persiste per diversi giorni, allora serve un consulto del medico che dopo una visita stabilirà se l’antibiotico è necessario o meno. La sua efficacia non diminuisce se viene assunto più tardi. L’idea che ‘meglio prenderlo subito, altrimenti chissà cosa può venire dopo’ è infondata”.
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