Ciò che sgorga dal rubinetto di casa è sicuro, ma “l’ultimo miglio” dipende da noi: conservare in modo corretto l’acqua potabile è fondamentale per evitare alterazioni, come può succedere lasciando per lungo tempo una bottiglia aperta o riusando più volte la stessa caraffa senza pulirla regolarmente. Non rispettare alcune regole di igiene nel migliore dei casi può influire negativamente sul sapore di quello che beviamo, nel peggiore può portare a rischi per la salute.
L’acqua destinata al consumo umano, per essere considerata potabile, deve sottostare a precisi standard, con parametri e limiti fissati dalla legge, che assicurano l’assenza di microrganismi nocivi, parassiti e residui chimici, grazie a costanti analisi. Ma proprio perché incolore e inodore, spesso viene trascurato che anche l’acqua necessita di attenzione nella sua conservazione, dopo aver aperto il rubinetto.
Questi i fattori di rischio più comuni: la contaminazione batterica per il contatto prolungato con l’aria o con contenitori sporchi; la formazione di alghe o il deterioramento delle caratteristiche del liquido a seguito dell’esposizione alla luce; il rilascio di elementi nocivi da materiali non idonei. Ecco quindi 5 cose da tenere a mente.
1. Scegliere il contenitore giusto
Il primo punto da cui partire è la scelta del contenitore. Il vetro è il materiale migliore, poiché è il più igienico e – se correttamente pulito – è inerte dal punto di vista chimico, non trasferendo sostanze agli alimenti. In aggiunta, è riciclabile praticamente all’infinito, con benefici per l’ambiente.
Anche l’acciaio inossidabile, se certificato per il contatto con gli alimenti, è una buona scelta, mentre per la plastica, è importante verificare che bottiglie e borracce siano espressamente destinate all’uso alimentare e rispettare le indicazioni del produttore. È preferibile non utilizzare recipienti vecchi, scoloriti, graffiati o deformati. Attenzione poi ai recipienti vecchi, scoloriti, graffiati o deformati che potrebbero cedere particelle.
2. Pulire bottiglie, brocche e borracce
Il secondo aspetto è la pulizia. Ogni contenitore, idoneo alla conservazione dell’acqua potabile, per quanto sicuro, deve essere lavato regolarmente perché non diventi terreno fertile per la proliferazione batterica e di muffe. Le bottiglie, le caraffe (pure quelle filtranti) e le borracce vanno pulite almeno una volta ogni due giorni, con una goccia di sapone per piatti, detergendo con cura i tappi, le aperture e le scanalature, dove potrebbero annidarsi microrganismi pericolosi.
Inoltre, vanno sciacquati prima di essere riempiti di nuovo, mentre è sconsigliato impiegare più volte le bottiglie di “minerale” in plastica PET per conservare altra acqua, visto che sono pensate come monouso.
3. I “nemici” di una corretta conservazione dell’acqua
Sono tre gli aspetti da considerare per una buona conservazione dell’acqua potabile. I recipienti vanno tenuti al riparo dalla luce diretta, lontani da prodotti chimici e da fonti di calore. I raggi del sole possono influire sulla qualità dell’acqua, come succede anche per effetto del caldo.
Un errore comune è dimenticare le bottiglie d’acqua in macchina d’estate: la plastica, se lasciata per lungo tempo in un ambiente con alte temperature, può degradarsi e liberare nei liquidi sostanze potenzialmente dannose. La stessa plastica, se tenuta vicina a vapori chimici, può diventare permeabile a questi composti portando a una contaminazione. Inoltre, è sconsigliato bere appoggiando la bocca direttamente ai recipienti.

4. L’acqua del rubinetto non va conservata per lungo tempo
Non esiste una risposta univoca alla domanda “Quanto tempo dura l’acqua potabile?”, perché ciò dipende da diversi fattori, dalla qualità del contenitore fino alle condizioni ambientali. A livello generale, l’acqua del rubinetto, quella dei fontanelli di alta qualità e delle caraffe filtranti non va conservata per lunghi periodi, ma deve essere bevuta preferibilmente entro due o tre giorni.
La stessa regola vale dopo aver aperto una bottiglia di acqua “minerale” confezionata, che – se ancora perfettamente sigillata e tenuta lontana dalla luce e da fonti di calore – può invece conservarsi per anni.
5. Le buone pratiche
Per quanto riguarda il rubinetto di casa, il consiglio è di fare scorrere l’acqua potabile per qualche secondo, prima di riempire bottiglie o caraffe (possibilmente raccogliendo lo “scarto” per innaffiare le piante ed evitare sprechi). In seguito, far decantare l’acqua qualche istante, per togliere l’eventuale sapore di cloro, che garantisce la sicurezza della risorsa idrica fino ai contatori delle nostre case. Questa sostanza è infatti molto volatile.
Dopodiché chiudere il recipiente ermeticamente (per le brocche si può usare della comune pellicola per alimenti), in modo da limitare il contatto con l’aria e infine conservare l’acqua in luoghi asciutti, freschi, al riparo dalla luce solare e da fonti di calore, come ad esempio in frigo. Il freddo, come noto, contrasta la proliferazione batterica.

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